Nella giornata di domenica è giunto l'ennesimo Dpcm da parte del Governo. Una “scure” che si abbatte nuovamente sulle abitudini delle persone e sull’assetto socio-economico dell’Italia. Proprio adesso che le nostre vite erano tornate a “scorrere”, che durante l'estate eravamo stati tranquillizzati sul fatto che la prevedibile seconda ondata sarebbe stata gestita efficacemente. Questa volta, ci dicevano, il Covid-19 non ci avrebbe trovato impreparati: il Governo e le Regioni sarebbero stati pronti ad affrontare uno stato di emergenza sanitario, sfruttando bene il tempo e le conoscenze a disposizione, ad esempio aumentando i posti letto per le degenze Covid, quelli in terapia intensiva o assumendo nuovo personale.
mercoledì 28 ottobre 2020
domenica 6 settembre 2020
"Loreto alle urne: Parlamento, Regione e Sindaco. Facciamo “uscire” i voti"
Le votazioni post quarantena si faranno quasi per certo e per noi loretani i giorni del 20 e 21 settembre si prospettano particolarmente impegnativi. Saremo infatti chiamati a decidere per il SI o per il No al referendum, votare alle regionali e alle comunali.
Probabilmente usciremo sudati dalle urne (e non certo per il
caldo), con la matita “spalma crocette” in mano, un fazzoletto per asciugarci
la fronte, tanta confusione in testa e la mascherina sul viso che nasconderà sul
nostro volto la speranza e il pessimismo, sempre in conflitto tra loro dopo il
voto: “Stavolta sono fiducioso” o un “Tanto rimarrà tutto come prima!”.
lunedì 24 agosto 2020
“L’Earth Overshoot Day slitta di tre settimane. Un segnale di speranza?”
Due giorni fa, il 22 agosto 2020, si è “celebrato” l’Earth
Overshoot Day, ovvero il giorno del sovrasfruttamento della
Terra. Nasce un nuovo debito di cui tutti noi fingevamo di ignorare
l'esistenza. Il debitore questa volta non è solo la povera e amata Italia (che
ha avuto il suo Overshoot Day il 14 maggio) bensì la popolazione mondiale, il creditore, invece, è
il Pianeta.
sabato 13 giugno 2020
"Pil, vaccino, o entrambi? O opportunità da cogliere?"
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| - Street art ai tempi del Covid - |
La
maggior parte di noi è tornata ai propri lavori, con l'accesa speranza di
ritornare alla “vecchia normalità”.
In
tutto questo, incrociando le dita, sembra che il numero dei contagi a seguito
della riapertura sia in calo, lasciando delle prospettive positive per il
futuro prossimo, quando la vittoria schiacciante sul “nemico” giungerà soltanto
assieme al vaccino.
Dalla
serie: prima punzecchiamo il “nemico” e poi tentiamo di sconfiggerlo.
giovedì 4 giugno 2020
"Crescia de Cilè 0 - Crispy McBacon - 1"
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| - "Forno de Cilè" (foto scattata da via Brodolini) - |
Tanti possono essere gli ingredienti che
rendono un negozio locale (o di paese, per intenderci) un luogo da assaporare
frequentemente e a cui affezionarsi, ben oltre la semplice routine.
Ad esempio la miscela di bontà, gentilezza e
sorriso delle persone che ci lavorano, il fascino del posto, il profumo sincero
che si respira appena si entra, la qualità del prodotto che viene venduto.
Una combinazione di emozioni autentiche che
si uniscono, facendoci sentire qualcosa di più di un semplice “Cliente”, e che
aprono una silenziosa breccia nel nostro cuore e nelle nostre radici.
E così, in punta di piedi, un luogo può
entrare a far parte della nostra vita.
giovedì 14 maggio 2020
"Normalità...what else? Riflessioni ai tempi del Covid-19"
In quasi due mesi di
quarantena ciascuno di noi si è imbattuto di continuo nell'espressione:
“ritorno alla normalità”. Non solo in tv o nei social; tutti noi abbiamo
sentito e pronunciato queste parole, come una preghiera, una speranza (quella
senza ministero) di fronte ad un futuro indecifrabile, pieno di punti
interrogativi.
Ma che cosa si intende
per “ritorno alla normalità”? Cosa significa “normalità”?
Oggi questa parola viene
utilizzata semplicemente per descrivere il ritmo e lo stile generale di vita
che avevamo prima dello spuntare del Covid-19.
Lo status quo antecedente
è diventato quindi un traguardo a cui ri-ambire, la truce conferma del fatto
che si apprezzano le cose soltanto quando ci vengono tolte.
Eppure, timidamente e
forse senza crederci troppo, qualche spericolato ottimista sostiene che questa
pandemia ci cambierà...in meglio. Perché?
domenica 3 novembre 2019
"Collaborazione o discordia? Questo è il dilemma."
Collaborazione o
discordia? Questo è il dilemma. Ad osservare lo scenario politico e le
dinamiche quotidiane tra le persone comuni, Amleto farebbe la sua scelta senza
alcun dubbio: discordia!
Partendo dalle
dinamiche politiche si comprende che il comportamento frequente del
politico (sto generalizzando per semplificare il ragionamento) è quella di
strutturare i propri discorsi agendo sulle passioni piuttosto che su un piano
più concreto. Toccare il tasto delle passioni rimane la strada più facile: non
occorrono tesi d’argomentare, non è necessario stimolare l’immaginazione e il
ragionamento; si dà semplicemente libero flusso alle parole e ai pensieri senza
alcun filtro, senza dare spazio alla riflessione e senza alcuna cernita delle
parole che stimolino più il ragionamento piuttosto che i nostri istinti.
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