lunedì 18 dicembre 2017

"Biblioteca e Lungimiranza si separano. Il loro matrimonio finisce"

La Biblioteca di Loreto merita davvero un luogo come quello dove si trova tuttora?
È una domanda che sorge spontanea nel momento in cui una persona frequenta questo ambiente, lo vive e ne comprende l’importanza.  
Già in un precedente articolo (http://loretoduepunti.blogspot.it/2015/10/biblioteca-in-tour.html) avevamo affrontato l’argomento in chiave ironica, discutendo di alcune problematiche:
-     presenza di umidità sulle pareti che pregiudica il comfort interno e le condizioni di conservazione dei libri. Avevamo inoltre sottolineato come i deumidificatori presenti sono solamente un palliativo al problema. Oltretutto molto rumorosi quando sono in funzione e del tutto inopportuni per il silenzio che è giusto si accompagni al luogo;
-       luce prevalentemente artificiale;
-       assenza di un parcheggio annesso e difficoltà di reperirlo;
-       chiusura della Biblioteca nel fine settimana.

L’articolo vuole sottolineare nuovamente le problematiche presenti, ma soprattutto vuole spronare l’Amministrazione affinché mostri più cura, affetto e attenzione verso la biblioteca e si impegni a trovare presto una sede più idonea.
Idonea non solamente per riporre le scaffalature dei libri, ma per creare un luogo di incontro, di confronto, di comunità, di crescita.
Un paese importante come Loreto non merita forse un luogo più adatto?

E’ sufficiente trascorrere un pomeriggio in biblioteca per accorgersi dei pregi e dell’utilità di questo ambiente: ragazzi che si fermano per studiare, persone che leggono, chi usufruisce della postazione computer per navigare o stampare delle cose, persone alla ricerca di un libro; e senti poi qualcuno che dice: “Sono andato in un’altra biblioteca ma non è fornita come questa!”. Arrivano genitori con i figli piccoli per scegliere un dvd da guardare in famiglia o un libro da leggere insieme; c’è uno spazio dedicato ai bambini dove vengono svolte occasionalmente delle letture per loro.
Due parole, inoltre, vanno spese doverosamente per il bibliotecario, Alessandro, che si sta prendendo cura della biblioteca ormai da diversi anni. Svolge con passione il proprio lavoro, è disponibile con chiunque e si impegna affinché la biblioteca sia un posto veramente vivo e al servizio delle persone.






Questa biblioteca merita di meglio. Non deve accadere che una postazione internet non funzioni da mesi. Non si può spendere inutilmente dei soldi per delle apparecchiature, i deumidificatori, senza nessuna progettualità che una biblioteca necessita. Non possono esserci scatoloni o altri oggetti nelle vie di passaggio perché non vi è un semplice ripostiglio. Una biblioteca non può essere chiusa di sabato. Ecc. Ecc. Ecc.

Questa è un po’ la fotografia dell’Italia. Amministratori poco lungimiranti che non sanno valorizzare il proprio paese. 
Occorre semplicemente rivolgere lo sguardo un po’ più in là dei propri piedi e mettere quell’impegno necessario affinché il paese o la città sfrutti tutte le potenzialità che possiede.

Post scriptum
Quando l'assessorato si impegna ad ospitare un personaggio come Gian Antonio Stella (ospite al teatro comunale di Loreto il 12/12/2017), giornalista e scrittore italiano, autore del famoso libro “La Casta”, che tratta un tema importante come quello dell’immigrazione, non è forse poco lungimirante fare scarsa pubblicità? Non è poco lungimirante non coinvolgere le scuole su temi così fondamentali oggi, in un periodo storico governato dalla massima confusione?
Ecco, c’erano poco più di trenta persone in sala. Sì, credo che questo sia poco lungimirante.




























1 commento:

  1. ...quando nel 2011 si decise di trasferire la biblioteca nei nuovi locali non si è pensato ai problemi cui si sarebbe andati incontro spostando le raccolte in un seminterrato?

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