Loretoduepunti, come lo scorso anno, vuole ricordare e
celebrare la “Giornata della Memoria”, il 27 Gennaio, giorno nel quale, anno
1945, l’Armata Rossa entrò nel campo di sterminio di Auschwitz. Non vogliamo
‘ricordare’ per semplice retorica, che è quello che accade, invece, in
molteplici circostanze durante questo giorno, ma per conoscere ogni volta
sempre meglio la Storia ,
comprenderla a fondo e fare poi una doverosa riflessione.
Ma forse, prima di procedere, è importante ricordare (l’abbiamo fatto lo scorso
anno ma premiamo a farlo di nuovo) la differenza di quelle parole che in questo
giorno leggiamo e sentiamo più delle altre: “Olocausto” e “Shoah”. “Olocausto”
è un termine di origine greca che letteralmente significa “bruciato
interamente”, e richiama, nel suo significato originario,
un antico sacrificio religioso con il quale la vittima, che era un animale, era
arsa sull’altare per essere offerto alla divinità. A partire dalla seconda metà
del Novecento il termine viene utilizzato per indicare la persecuzione e lo
sterminio sistematici di circa sei milioni di Ebrei, messi in atto dal regime
Nazista e dai suoi collaboratori.
La parola “Olocausto” indica anche la persecuzione
di altri gruppi etnici e non, come i Rom, le popolazioni slave (Polacchi, Russi
e altri), coloro che avevano determinate idee politiche, un loro credo
ideologico, e quelli che erano considerati ‘diversi’, come i Testimoni di
Geova, gli omosessuali, i disabili.
“Shoah”, invece, è il termine giudaico per
Olocausto, e in lingua ebraica significa “distruzione”, “catastrofe”. Questo
vocabolo è preferito a Olocausto in quanto si ritiene offensivo, dal punto di
vista teologico, considerare lo sterminio come un sacrificio fatto ad una
divinità.
Riguardo la Shoah ,
non avendo vissuto personalmente quei momenti e non avendoli toccati con mano,
possiamo solo immaginare, aiutati da immagini, testimonianze, film, libri e
dalla nostra sensibilità, cosa sia realmente accaduto.
Questo ingombrante passato condito di odio, crudeltà, efferatezza ed
indifferenza. La scelta e la decisione incomprensibile e priva di qualsiasi
ragione umana dei Nazisti di derubare questi perseguitati, inizialmente della
loro libertà, identità (un particolare evidente riguarda le donne che furono
rasate completamente a zero privandole della loro femminilità), dignità, e
successivamente uccisi fisicamente.
Perché bisogna Ricordare? Tutto questo cosa ci deve insegnare? A distanza
di più di 70 anni qual è la corretta riflessione che possiamo e dobbiamo fare
oggi e in questo momento storico?
Alla consueta risposta che sentiamo ogni anno “..per non ripetere gli
stessi errori” proviamo ad andare più a fondo. Proviamo anche a capire quali
sono nella nostra realtà e quotidianità gli errori da evitare e quali i valori
importanti da coltivare. Sforziamoci!
Faccio i miei complimenti per questo intervento.
RispondiEliminaC'è una frase che viene pronunciata nel film "Jakob il bugiardo", film del 1999 diretto da Peter Kassovitz
con Robin Williams e tratto dall'omonimo romanzo di Jurek Becker. Il film è ambientato nel ghetto ebreo della Polonia occupata dai nazisti, e nei confronti del protagonista Jakob viene detto che è "un uomo che ha portato speranza e dignità nel ghetto".
La frase mi ha colpito e mi è sembrata il segno di un altra maniera di concepire la persona e il partecipare di una comunità, che non è mai lontana e anonima.
E' una bella maniera di essere al mondo e di dare un senso al proprio cammino...
Grazie dell'ospitalità
ANONIMO V
Intervento molto interessante.
RispondiEliminaPremesso che la bibliografia sul tema è infinita, vorrei segnalare un libro che trovo interessante relativamente ad un aspetto cui si fa riferimento nel post. La persecuzione non interessò, come leggo, solo le comunità ebraiche, ma anche zingari, prigionieri sovietici, oppositori politici, disabili e minorati, omosessuali e Testimoni di Geova.
Olocausto/Olocausti. Lo sterminio e la memoria, a cura di Francesco Soverina (Odradek, 2003), interessante raccolta di saggi e ricerche ispirati alla “unità e pluralità” dello sterminio nazista. A completare il volume le due appendici sulla “geografia dello sterminio” (con cartine geografiche) e sulle “valutazioni numeriche delle vittime”.