sabato 4 ottobre 2014

"Loretans in fuga - Intervista 01"

Per la sezione “Loretans in fuga” intervistiamo Francesca che vive e lavora a Londra da quasi 5 anni con un intervallo di un anno nel quale ha vissuto in Francia.

1)     Qual’ è il motivo principale che ti ha spinto/a a partire?

Sicuramente la voglia di aprire la testa e vedere cosa c’era al di là dello steccato del
piccolo paese di provincia, mi stava stretto un po’ tutto, e quindi da qui la voglia di vivere in un altro paese, parlare altre lingue, fare altre esperienze, conoscere nuove persone e crescere. Ma soprattutto il continuare a vedere intorno a me una situazione statica, soprattutto dal punto di vista professionale, mi sentivo soffocare. Ancora ricordo i colloqui che facevo, veramente incommentabili.

2)     Perché hai deciso poi di rimanere all’estero?

Forse l’aver trovato quello che cercavo se non di più. La presenza di molte opportunità è stato sicuramente il fattore principale. Io volevo insegnare e piano piano, con i dovuti sacrifici, esperienze lavorative, qualifiche e tutto il resto necessario sono riuscita a fare quello che volevo, crescendo ogni anno di più. Ovviamente la forte volontà di fare tutto questo è stata essenziale. La strada non è facile da nessuna parte, ma la differenza è stata, almeno per me, che la volontà e i sacrifici sono stati dovutamente ripagati e riconosciuti. Ho sentito che tutto quello che ho fatto piano piano in questi quasi 5 anni era veramente mio, non dovevo dire grazie a nessuno per favori o facilitazioni, lo avevo veramente scelto e costruito.
Poi anche perché mi sono trovata molto bene e a mio agio. Mi sono ricostruita un mio angolo di vita, amicizie, abitudini, interessi.
L’arricchimento personale e professionale che è derivato e continua a derivare da tutto ciò costituisce ovviamente la molla principale.

3)     Parlando del paese nel quale sei nato/a e/o vissuto fino a pochi anni fa, ovvero Loreto,  cosa ti spinge ogni volta a tornare? Oltre ai motivi di natura affettiva (parenti, amici,  etc.)   ce ne sono altri?

Quando si è nati in un luogo ti mancano i profumi, i colori, i posti, ma se non ci fossero la famiglia e gli amici probabilmente non tornerei così spesso.

4)     In un futuro vedi la possibilità di tornare? Se tornassi a Loreto cosa vorresti trovare di diverso?

Penso di sì, ma ogni anno dico sempre “tra un anno”, e poi ogni anno rimango e ora siamo quasi a 5. Magari succede tra un anno, tra due, o magari non torno, chi lo sa. Quando si è fuori è difficile decidere dove stare, ci si sente cittadini e parte di tutti i luoghi in cui si è vissuti ma anche di nessun posto allo stesso tempo, almeno questo vale per me. Casa diventa dove siamo, ma non come concetto fisico, perché si trova un equilibrio ed un appagamento interiore che ti permette di star bene un po’ dappertutto, quindi poi la decisione di tornare dipende da fattori che definirei “esterni”.
Che cosa vorrei trovare di diverso? Bella domanda! Tante cose, ma in particolar modo più iniziative per i giovani, non tanto per me perché tanto più giovane non sono, ma almeno per i ragazzi di ora, per vedere segnali che qualcosa sta cambiando per il loro futuro. Al momento sembra che qualcosa si stia muovendo, sperando prima di tutto che attiri interesse e poi che duri.

5)    A Loreto si stanno sviluppando nuove realtà: associazioni culturali, blog, iniziative che hanno come obbiettivo quello di promuovere e diffondere proposte di natura culturale, storico e sociale.
Ne conosci qualcuna? Che ne pensi? Che suggerimenti hai affinché possano svilupparsi nel nostro territorio e trovare maggiore partecipazione e attenzione da parte dei cittadini?

Conosco bene il Reasonanz e Loretoduepunti, e ho sentito parlare delle iniziative di Orme Lauretane. Credo che siano ottimi esempi di cittadinanza attiva, intraprendente ed originale che cerca di rendere i cittadini più coinvolti nella scena appunto culturale, storico-ambientale e sociale del proprio territorio. Una fresca novità che spero raccolga sempre più adesioni. L’unico suggerimento che posso dargli è di continuare a fare quello che fanno. Immagino che a volte lo scoraggiamento sia tanto perché intorno si riscontra quell’eterno atteggiamento di diffidenza verso tutto ciò che è nuovo e  che sembra non ci riguardi, mentre io credo che sia proprio quello spirito che ci fa sentire parte di una comunità a fare la differenza e smuovere qualcosa per cambiare una situazione di cui atavicamente ci lamentiamo ma che non facciamo niente per cambiare. 



Francesca
                                                                                                         
                                                                                                                              
                                                                                                                                       
                                                                             
                                                                                                                                             

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