Per la
sezione “Loretans in fuga” intervistiamo Francesca che vive e lavora a Londra
da quasi 5 anni con un intervallo di un anno nel quale ha vissuto in Francia.
1) Qual’ è il
motivo principale che ti ha spinto/a a partire?
Sicuramente la voglia di aprire la testa e vedere cosa c’era al di là dello steccato del
piccolo paese di provincia, mi stava stretto un po’ tutto, e quindi da qui la voglia di vivere in un altro paese, parlare altre lingue, fare altre esperienze, conoscere nuove persone e crescere. Ma soprattutto il continuare a vedere intorno a me una situazione statica, soprattutto dal punto di vista professionale, mi sentivo soffocare. Ancora ricordo i colloqui che facevo, veramente incommentabili.
2) Perché hai
deciso poi di rimanere all’estero?
Forse l’aver
trovato quello che cercavo se non di più. La presenza di molte opportunità è
stato sicuramente il fattore principale. Io volevo insegnare e piano piano, con
i dovuti sacrifici, esperienze lavorative, qualifiche e tutto il resto
necessario sono riuscita a fare quello che volevo, crescendo ogni anno di più. Ovviamente
la forte volontà di fare tutto questo è stata essenziale. La strada non è
facile da nessuna parte, ma la differenza è stata, almeno per me, che la
volontà e i sacrifici sono stati dovutamente ripagati e riconosciuti. Ho
sentito che tutto quello che ho fatto piano piano in questi quasi 5 anni era
veramente mio, non dovevo dire grazie a nessuno per favori o facilitazioni, lo
avevo veramente scelto e costruito.
Poi anche perché
mi sono trovata molto bene e a mio agio. Mi sono ricostruita un mio angolo di
vita, amicizie, abitudini, interessi.
L’arricchimento
personale e professionale che è derivato e continua a derivare da tutto ciò
costituisce ovviamente la molla principale.
3) Parlando del
paese nel quale sei nato/a e/o vissuto fino a pochi anni fa, ovvero Loreto, cosa ti spinge ogni volta a tornare? Oltre
ai motivi di natura affettiva (parenti, amici, etc.) ce ne sono altri?
Quando si è
nati in un luogo ti mancano i profumi, i colori, i posti, ma se non ci fossero
la famiglia e gli amici probabilmente non tornerei così spesso.
4) In un futuro
vedi la possibilità di tornare? Se tornassi a Loreto cosa vorresti trovare di
diverso?
Penso di sì,
ma ogni anno dico sempre “tra un anno”, e poi ogni anno rimango e ora siamo
quasi a 5. Magari succede tra un anno, tra due, o magari non torno, chi lo sa.
Quando si è fuori è difficile decidere dove stare, ci si sente cittadini e
parte di tutti i luoghi in cui si è vissuti ma anche di nessun posto allo
stesso tempo, almeno questo vale per me. Casa diventa dove siamo, ma non come
concetto fisico, perché si trova un equilibrio ed un appagamento interiore che
ti permette di star bene un po’ dappertutto, quindi poi la decisione di tornare
dipende da fattori che definirei “esterni”.
Che cosa
vorrei trovare di diverso? Bella domanda! Tante cose, ma in particolar modo più
iniziative per i giovani, non tanto per me perché tanto più giovane non sono,
ma almeno per i ragazzi di ora, per vedere segnali che qualcosa sta cambiando
per il loro futuro. Al momento sembra che qualcosa si stia muovendo, sperando prima
di tutto che attiri interesse e poi che duri.
5) A Loreto si
stanno sviluppando nuove realtà: associazioni culturali, blog, iniziative che
hanno come obbiettivo quello di promuovere e diffondere proposte di natura
culturale, storico e sociale.
Ne
conosci qualcuna? Che ne pensi? Che suggerimenti hai affinché possano svilupparsi
nel nostro territorio e trovare maggiore partecipazione e attenzione da parte
dei cittadini?
Conosco bene
il Reasonanz e Loretoduepunti, e ho sentito parlare delle iniziative di Orme
Lauretane. Credo che siano ottimi esempi di cittadinanza attiva, intraprendente
ed originale che cerca di rendere i cittadini più coinvolti nella scena appunto
culturale, storico-ambientale e sociale del proprio territorio. Una fresca
novità che spero raccolga sempre più adesioni. L’unico suggerimento che posso
dargli è di continuare a fare quello che fanno. Immagino che a volte lo
scoraggiamento sia tanto perché intorno si riscontra quell’eterno atteggiamento
di diffidenza verso tutto ciò che è nuovo e
che sembra non ci riguardi, mentre io credo che sia proprio quello
spirito che ci fa sentire parte di una comunità a fare la differenza e smuovere
qualcosa per cambiare una situazione di cui atavicamente ci lamentiamo ma che
non facciamo niente per cambiare.
Francesca
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