sabato 27 aprile 2013

Il ponte sullo stretto di Loreto



 Rosse reti da una parte e dall’altra, ad impedire l’accesso verso due nuove strade nella Zona industriale Brodolini; la nuova rotatoria in Via S. Francesco, situata sopra il Simply, non serve ancora praticamente a nulla.
In compenso, oltre la rete che il guardo verso il “monte de Foja” esclude (Copyright by Leopardi G.), inizia la pista per go kart perfetta, con mega spiazzale per sgommate, rettilineo per adrenalinici testa a testa e, per finire, salto (carpiato) del fossato. Già, il salto. Nonostante i lavori siano iniziati a metà dell’anno scorso, la strada che dovrebbe sbucare all’altezza del numero civico 42 della zona industriale, non è ancora stata collegata con un ponte alla strada esistente.   

Lo sa bene un povero commerciante della zona che nel gennaio, imboccando questa strada imprudentemente lasciata aperta, finiva nel fosso con il suo furgoncino, riuscendo ad uscirne solo grazie all’intervento del carro attrezzi. 
Ma è solo questione di tempo.
Una volta completato il ponte e tolte le reti, percorrendo queste nuove e spaziose vie sicuramente si percepirà il senso di una intensificazione della rete stradale in un momento di desertificazione delle zone produttive, così come troverà il senso dei parcheggi disegnati proprio davanti alla rotatoria, lontani dalle attività commerciali e, quindi, inutili.
Le aziende chiudono, si spostano, delocalizzano, nella migliore delle ipotesi tagliano il personale: Loreto, in controtendenza, crea nuove strade nella zona industriale.
Non sistema la strada esistente, piena di buche rattoppate malamente, con problemi di allagamento dopo la pioggia e sprovvista in alcuni tratti di una adeguata segnaletica per la sicurezza della circolazione.
Non sceglie di aiutare le piccole imprese e gli artigiani attraverso degli aiuti economici concreti, andando oltre al tanto sviolinato fondo di garanzia, peraltro scarsamente pubblicizzato.
No, decide di ampliare la zona industriale con nuove strade, progettando un ponte di collegamento.
In questo scenario, la politica locale sembra ispirarsi a quella nazionale; il fosso come una miniatura dello stretto di Messina, la Giunta una molecola del Parlamento.
Esigenze reali della popolazione contro grandi opere e scelte politiche più “impattanti” socialmente e storicamente più attraenti.
Viene da chiedersi se, in questo momento, non vi fosse un modo migliore per investire il denaro pubblico e tentare di far girare l’economia locale. 




Nessun commento:

Posta un commento