sabato 16 marzo 2013

Se questo è un albero



Il detto “chi sa fa, chi non sa insegna”, non è una verità assoluta. 
Oggi vi raccontiamo la storia di un cittadino e del suo rapporto con le istituzioni.
Il cittadino in questione si chiama Ottavio Mozzoni, arboricoltore, Consigliere di Alberi Maestri, Associazione per la tutela degli alberi e del del CO.N.AL.PA. (Coordinamento Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio) 

Questo è il suo racconto:
“Tutto è iniziato quando, passando per Loreto, mi accorsi che gli addetti alla manutenzione del verde pubblico stavano massacrando degli alberi.

Immediatamente contattai la Dott. Ing. Annalisa Giombetti dell'ufficio tecnico, informandola del fatto, sottolineando che, con le modalità adottate, gli alberi avrebbero subito danni irrimediabili e permanenti. In quella telefonata non dissi il mio nome per evitare che pensasse ad un conflitto di interessi (la mia era semplicemente la segnalazione di un cittadino indignato, amante degli alberi). La Dott. ssa Giombetti confermò che erano in corso lavori di potatura, ma che ad occuparsene c'era una ditta "specializzata".Il giorno successivo mi presentai all'ufficio dei lavori pubblici con un documento scaricabile dal sito internet del comune di Loreto dove vengono descritti i buoni criteri di potatura e, soprattutto, cosa non fare con gli alberi. A sostegno della documentazione sopra citata mostrai il libro di Peter Klug (La cura dell'albero ornamentale in città) arboricoltore di livello internazionale. Come espressamente richiestomi dalla Dott. ssa Giombetti, in quella occasione consegnai una lettera di presentazione della mia ditta.In tale occasione, mi limitai a descrivere che i lavori effettuati erano pressoché osceni e che bastava guardare il documento fornito per l'appunto dal Comune per rendersene conto.Consigliai alla dottoressa di bloccare i lavori. Lei ammise di non conoscere le linee guida fornite dal comune e di ignorare completamente come si può gestire un albero ad alto fusto.Con la promessa che si sarebbe occupata della questione e segnalato la cosa a chi di dovere, me ne tornai a casa.


Lo stesso pomeriggio chiesi “l'amicizia” su FB all'Assessore Roberto Bruni che fu immediatamente accettata. Scrissi all'assessore un messaggio personale dove descrivevo l'incontro con la dottoressa Giombetti e che, se avesse voluto maggiori informazioni a riguardo, lo avrei incontrato con piacere.Mi diede un appuntamento e quindi tornai in comune il lunedì successivo (notare le giornate di lavoro perse).All'incontro eravamo presenti io, l'assessore Bruni ed un altro impiegato dell'ufficio tecnico (non ricordo il nome). Non sono un ingenuo e credo molto nella comunicazione, quello che feci fu cercare un canale recettivo spiegando soprattutto le motivazioni economiche. Molti lavori, vista la giovane età degli alberi come quelli radicati in via Veneto, non erano necessarie anzi, capitozzandoli si ha già la certezza di dover effettuare interventi con cadenza al massimo biennale (anziché quadriennale) per contenere i vari succhioni molto vigorosi e poco stabili. Mi ricordo proprio di aver detto "State buttando i soldi!"Mentre l'impiegato dell'ufficio tecnico riconobbe il documento sulle potature, l'assessore ammise di non conoscerlo. Anche lui esordì dicendo che i lavori erano stati affidati ad una ditta "specializzata" e che comunque erano oramai ultimati e che quindi nessun tipo di intervento era più possibile.


La settimana successiva passando sempre per Loreto vidi nuovamente gli operai della stessa ditta completare i lavori di potatura lungo il viale con gli stessi identici e se possibile peggiori metodi di interventi su alberi ornamentali. Un uso indiscriminato della motosega.Indignato, scrissi di nuovo all'assessore Bruni questo messaggio personale:Sig. Assessore Bruni, mi trovo di nuovo qui a scriverle perché, contrariamente a quello che mi ha detto il giorno che ci siamo incontrati, i lavori di "capitozzatura" non sono ancora finiti. Se si ricorda bene il tecnico che mi ha presentato concordava sul fatto che i lavori erano stati fatti in malo modo e riconosceva il documento del comune come documento valido per i lavori di potatura.Questa mattina infatti ho visto all'opera gli operai che finivano di rovinare Lecci (Quercus Ilex), Pini d'aleppo (pinus Halepensis) e varie cupressacee in via Buffolareccia, parallela a Viale Guglielmo Marconi. La invito nuovamente a rileggere le indicazioni sulla potatura scaricabile dal sito del Comune di Loreto e a leggere la nuove norme Nazionali per lo sviluppo degli spazi verdi urbani (13G00031) – (GU n.27 del 1-2-2013)La prego faccia qualcosa per salvare gli alberi di Loreto per motivi esteticieconomici e di sicurezza, visto che sono radicati vicino a strade ad alta viabilità.
Cordialmente,
Ottavio Mozzoni.
Non ho avuto nessuna risposta.”


Alla luce degli eventi raccontati dal sig. Mozzoni, evitando considerazioni di natura tecnica che non competono allo scrivente (ed evidentemente neanche all'ufficio tecnico del Comune), qualche domanda sorge spontanea.
1. Chi è il soggetto predisposto al controllo di tali lavori?
2. Perché tali lavori non sono stati bloccati una volta segnalati?
3. Se è vero, come appare, che tali lavori sono stati effettuati con modalità sbagliate, recando un danno potenzialmente molto pericoloso per i cittadini, cosa intende fare il Comune per risarcire tale danno?
“Domandare è lecito, rispondere è cortesia”, continuare a tacere sarebbe una vergogna.












































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