![]() |
- cliccare
per ingrandire l’immagine -
|
Vi sembra opportuna e di buon senso questa
locandina per pubblicizzare la marcia della pace da Perugia ad Assisi domani 9
Ottobre?
“Diamo voce
alla pace” il titolo, “Lo puoi fare
anche tu!” il sottotitolo. E l’immagine? Una mano che impugna una pistola e
un microfono tenuto da un'altra mano, e appoggiato sulla volata della pistola.
Perché proprio la scelta della
pistola? Perché non un altro simbolo che poteva illustrare meglio il valore e
il senso della pace e della marcia?
Poiché qualsiasi spiegazione si
possa trovare in merito a tale scelta, il dato di fatto è che la pistola è un
simbolo di guerra, non un simbolo di pace.
Per questo mi chiedo se l’intenzione
di questa marcia sia spinta sinceramente e profondamente da quei valori
promossi nella pubblicità: “Anche tu puoi
dare voce a chi è senza voce, a chi è ignorato, zittito, imbavagliato,
censurato.
La pace si
nutre, invece, di un’informazione e di una comunicazione seria, libera, attenta
alla realtà, vicina ai diritti e bisogni della persona e rispettosa della sua
dignità così come una libera informazione può crescere solo nella pace”.
Non voglio criticare le ragioni di
questa marcia (il tema: “contro l’indifferenza di fronte ai numerosi scenari di
guerra che affliggono il mondo”), e lo scopo nobile che hanno queste
associazioni. Ma il rischio è che i valori di amore, pace, tolleranza,
solidarietà siano utilizzati come spot e basta. A dimostrazione, forse, di come
ci sia stata superficialità nell’utilizzare la pistola come simbolo.
Io spero vivamente che la marcia non
rimanga fine a se stessa. Ovvero che i valori prima citati non siano
abbracciati esclusivamente per un giorno, ma siano continuamente meditati ed
applicati anche nelle nostre semplici azioni quotidiane: verso la nostra
famiglia, i nostri amici, le persone a cui vogliamo bene; verso coloro che
hanno bisogno di un piccolo aiuto.

Nessun commento:
Posta un commento