sabato 8 ottobre 2016

"Diamo voce realmente alla pace?"

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Vi sembra opportuna e di buon senso questa locandina per pubblicizzare la marcia della pace da Perugia ad Assisi domani 9 Ottobre?
“Diamo voce alla pace” il titolo, “Lo puoi fare anche tu!” il sottotitolo. E l’immagine? Una mano che impugna una pistola e un microfono tenuto da un'altra mano, e appoggiato sulla volata della pistola.

Perché proprio la scelta della pistola? Perché non un altro simbolo che poteva illustrare meglio il valore e il senso della pace e della marcia?
Poiché qualsiasi spiegazione si possa trovare in merito a tale scelta, il dato di fatto è che la pistola è un simbolo di guerra, non un simbolo di pace.

Per questo mi chiedo se l’intenzione di questa marcia sia spinta sinceramente e profondamente da quei valori promossi nella pubblicità: “Anche tu puoi dare voce a chi è senza voce, a chi è ignorato, zittito, imbavagliato, censurato.
La pace si nutre, invece, di un’informazione e di una comunicazione seria, libera, attenta alla realtà, vicina ai diritti e bisogni della persona e rispettosa della sua dignità così come una libera informazione può crescere solo nella pace”.

Non voglio criticare le ragioni di questa marcia (il tema: “contro l’indifferenza di fronte ai numerosi scenari di guerra che affliggono il mondo”), e lo scopo nobile che hanno queste associazioni. Ma il rischio è che i valori di amore, pace, tolleranza, solidarietà siano utilizzati come spot e basta. A dimostrazione, forse, di come ci sia stata superficialità nell’utilizzare la pistola come simbolo.
Io spero vivamente che la marcia non rimanga fine a se stessa. Ovvero che i valori prima citati non siano abbracciati esclusivamente per un giorno, ma siano continuamente meditati ed applicati anche nelle nostre semplici azioni quotidiane: verso la nostra famiglia, i nostri amici, le persone a cui vogliamo bene; verso coloro che hanno bisogno di un piccolo aiuto.  

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